venerdì, 20 novembre 2009
O mamma mia... io non ce la faccio più a restare vicino ad una persona così che non mi ama, non mi stima, non riesce a trovarmi un pregio nemmeno a cercarlo col lanternino, mentre invece i difetti me li ricorda e mi li enumera ogni istante... E mi fa continuamente promesse che non mantiene, mi rimprovera, mi fa notare tutti i difetti di ogni piccolo passo. Mi fa notare sempre e solo quello che non faccio e mi mette davanti agli occhi tutto quello che avrei dovuto fare e non ho fatto.

Basta. Devo allontanarmi. O allontanarla da me.

Ma... come faccio se quella persona sono io?
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categoria:tra il serio e il faceto
mercoledì, 18 novembre 2009
Ma perché fanno i paraurti delle auto e tutte quelle parti sporgenti, tipo specchietti, di un materiale che a guardarlo si rovina? Invece che parare i colpi li esaspera. Già facciamo così nella vita... almeno con le macchine potevano semplificarci la vita.
Oggi, uscendo dal parcheggio della scuola ho lasciato segni di me su uno specchietto nero lucidissimo e su un paraurti grigio perlissimo. Ma come fa la gente ad avere le macchine sempre così splendenti?
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categoria:mini, segni di delirio
martedì, 17 novembre 2009
Voi non ci crederete (non ci volevo credere neanche io) ma su web non c'è una spiegazione decente del punto pavone. incredibile, vero?
Mi sa che inaugurerò una nuova tag.
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categoria:mini
domenica, 15 novembre 2009
Però, profe, questo ce l'ha spiegato una volta sola!

In questa frase di studentebravino di quarta mi ha confermato sulla mia idea del male della scuola di oggi. Ed ho capito come vedono i professori: così.
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categoria:in classe
sabato, 14 novembre 2009
Se abbiamo più di tre anni e qualcuno ci chiede di che colore è quella scatola rossa, tutti rispondiamo che è rossa. Ovviamente, daltonici a parte. Ma noi, tutti gli altri, crediamo di essere perfettamente d'accordo se diciamo rosso. Ma c'è un pensiero che avevo da bambina: seguitemi e vi porterò nei meandri della mia mente 
Chi ci garantisce che quello che chiamiamo blù sia lo stesso per me e per te?Sì, lo so, chiamiamo azzurro il colore del cielo, verde quello delle foglie in primavera, giallo quello delle foglie in autunno, e bianca la neve, ma c'è qualcuno che mi assicuraf al 100%  che il mio cervello legga il colore del cielo esattamente come lo legge il tuo? Insomma... chi ci dice che ciò che chiamiamo verde sia veramente la stessa cosa? E ci parliamo credendo che sia così: vedi che bel celeste? E magari il colore del cielo, che, d'accordo, chiamiamo azzurro, io lo vedo come tu vedi il colore dei prati appena rasati. Nessuno se ne accorgerebbe. E non ci sarebbero incidenti ai semafori perché passeremmo tutti e due con quel colore che chiamiamo verde e ci fermeremmo tutti con quel colore che chiamiamo rosso: senza peraltro avere nessuna certezza sul colore che vediamo. E se accadesse la stessa cosa per altre parole, come la felicità, la libertà, l'amore, il dolore, la tristezza? Ciò che davvero sperimentiamo quando diciamo queste parole è davvero la stessa cosa? Nasciamo tutti da un ventre di donna, guardiamo lo stesso mondo, da esso impariamo, moriamo infine con un profondo sospiro. Eppure, come siamo diversi l'uno dall'altro, com'è diversa l'esperienza che facciamo, davanti a un tramonto, davanti al dolore, davanti alla gioia, davanti alla vita.
Questo non è matematica . Ma, forse, in paradiso sarà molto più vicino alla matematica: tutti, liberamente, sapremo capire e aderire al Vero. E tutto sarà chiaro. E saprò leggere il tuo Mistero senza ragionamenti, semplicemente come quando respiro.

cipro 512verde
postato da: profemate alle ore 14/11/2009 19:03 | Permalink | commenti |commenti (popup)
categoria:segni di delirio, foto se fossi
mercoledì, 11 novembre 2009
...com'è tutto più giusto
com'è tutto più vero
come ha più senso
come ha più valore
questo nostro....


postato da: profemate alle ore 11/11/2009 20:18 | Permalink | commenti (1)|commenti (1)(popup)
categoria:amore, video o quasi
mercoledì, 11 novembre 2009
... potrò guardare dentro il suo cuore e avvicinarmi al suo Mistero

non come quando io ragiono ma come quando respiro


 



postato da: profemate alle ore 11/11/2009 19:51 | Permalink | commenti (2)|commenti (2)(popup)
categoria:amore, video o quasi
martedì, 10 novembre 2009
C'è un' aria strana in questi giorni a scuola. Una via di mezzo tra l'atmosfera kafkiana dei racconti e l'aria surreale del teatro beckettiano. Studenti che, novelli Winnie, non si rendono conto della loro tragica situazione e sorridono a destra e a manca preoccupandosi delle presenze, delle pulizie, dell'apertura del cancello. Trascinano così un giorno dopo l'altro. E i professori, vivono ignorando anch'essi la situazione: ascoltano musica, fanno la calza, leggono libri, si raccontano la propria esistenza senza però lasciarsi intaccare da niente e da nessuno. L'importante è fare il proprio orario di servizio. E poi riempire i registri con tante piccole a.
E se tutto continuasse così, e domani, e dopodomani, per tutta la prossima settimana.. e poi il prossimo mese... e su su fino a giugno... senza nessuno che si stufi, senza nessuno che si adiri, senza nessuno che chieda i motivi, senza nessuno che si preoccupi che non si insegna... qualcuno se ne accorgerebbe?
postato da: profemate alle ore 10/11/2009 20:34 | Permalink | commenti (4)|commenti (4)(popup)
categoria:cose di tutti i giorni
giovedì, 05 novembre 2009

Bambino


Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia
legalo con l'intelligenza del cuore.
Vedrai sorgere giardini incantati
e tua madre diventerà una pianta
che ti coprirà con le sue foglie.
Fa delle tue mani due bianche colombe
che portino la pace ovunque
e l'ordine delle cose.
Ma prima di imparare a scrivere
guardati nell'acqua del sentimento.


Alda Merini

 

 
postato da: profemate alle ore 05/11/2009 09:47 | Permalink | commenti |commenti (popup)
categoria:lo hanno detto prima di me
mercoledì, 04 novembre 2009

C'è stato un tempo in cui io credevo di possedere la mia vita. La felicità delle persone che amavo era  nelle mie mani, nel mio cuore e nel mio cervello la voglia di studiare dei miei alunni e il loro successo scolastico, il futuro era nella mia capacità di attuare il presente. Ma...ecco che un giorno i miei figli hanno reclamato il loro diritto di essere tristi, i miei studenti quello di percorrere le strade che li avrebbero portati fuori dalla scuola. Io credevo di preoccuparmi per loro ma ero solo egoista: avrei voluto che i miei figli fossero felici e realizzati, avrei voluto che tutti i miei studenti fossero bravi ma solo per poter graidare al mondo: "Vedete come sono brava!?"

Ho smesso ormai da molto tempo di misurare. Misurare la riuscita di chi mi sta intorno per misurare la mia. misurare l felicità e sentirmi in credito. Ho capito che non è giusto prendersi la colpa (o il merito) di quello che fanno le persone intorno a noi. Ho capito che la loro libertà è la cosa che devo amare di più.

 

ptoematechehasmessodimisurare...masaràvero?

postato da: profemate alle ore 04/11/2009 20:02 | Permalink | commenti (4)|commenti (4)(popup)
categoria:vecchi post
sabato, 31 ottobre 2009
C'è stato un tempo in cui, quando mi sentivo male e non andavo a scuola, mi sentivo in colpa. Ma non per motivi di rigore morale o etici, che ne so: mi sembrava di perdere occasioni irripetibili, di perdere il filo di una matassa meravigliosa che si stava sdipanando tra me e i miei studenti. Un po' mi preoccupava anche la fatica di riprendere il filo della matassa al mio ritorno: adesso figuriamoci, dobbiamo riprendere il filo ogni giorno e a volte si arriva alla fine dell'anno e abbiamo davanti solo un grande arruffio.
A volte ti pare di avere avviato bene il tuo gomitolino... e la matassa se ne sta buona buona a srotolarsi sull'arcolaio. Ma... che succede? Perché tutto si blocca? Perché la matassa gira all'indietro? Anzi... un po' qua e un po' là? Ahhh ..... è il RECUPERO! Ma avevo fatto piano piano per fare un bel gomitolino... e adesso.... E tutto questo filo a ciondoloni... speriamo che non si annodi...
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categoria:cose di tutti i giorni, tra il serio e il faceto
venerdì, 30 ottobre 2009

Adesso son tutti contenti:  l'influenza stagionale è dieci volte più aggressiva dell'influenza A.

Molto meglio morire di complicazione dell'influenza stagionale che di un'influenza A. Ovvio.

L'anno scorso son morte 8000 persone in seguito a complicazioni dell'influenza stagionale. Rincuorante. E poi... come mai non ce le hanno dette una per uno come quelle di quest'anno?

postato da: profemate alle ore 30/10/2009 13:11 | Permalink | commenti (3)|commenti (3)(popup)
categoria:mini
venerdì, 30 ottobre 2009
Ognuno di noi si crede unico.

E magari ha pure ragione.


il problema è che, subito dopo. vorrebbe che
 tutto il mondo fosse fatto a sua immagine.
postato da: profemate alle ore 30/10/2009 13:07 | Permalink | commenti (5)|commenti (5)(popup)
categoria:mini
giovedì, 29 ottobre 2009

A forza di fare il vaccino mi ero scordata dell'influenza.  Dolori per tutto il corpo, mal di schiena, mal di reni, mal di gambe. puoi stare a dormire tutto il giorno, oppure immobile a guardare il soffitto senza aver la forza di aprire un libro o di sentire un cd. Unico sforzo: il tasto del telecomando, e per una volta riesci anche a sentire tutto il pomeriggio in tv o pomeriggio cinque o sei o che vi pare, tanto sei un po' fuori di testa. E lasciare che qualcuno si prenda cura di te, ti porti le medicine, ti prepari da mangiare e ti coccoli un po'. Che importa se i compiti dovranno essere rimandati, i panni sono tesi al filo da sei giorni e la cucina fa schifo? Tu devi riguardarti. E tu ti riguardi. Sonnecchi, indugi nei pensieri, telefoni ad un'amica, alleni il tuo cervello, sorseggi una tisana. Ovviamente il tutto con un grande dispenser di fazzolettini di carta accanto e qualche pausa per attacchi invincibili di tosse. ma piano piano i dolori passano e l'influenza cominci a godertela. E cominci a pensare che tutto questo parlare di vaccini sia per togliere d'impaccio e dagli impicci la società, a cominciare da tuo marito e giù giù fino al capo dello stato, passando dai dottori, ai dirigenti scolastici... (lasciando perdere gli studenti che da anni non godevano delle mie assenze ;P)  La società ci vuole sani e efficienti o morti:e dimenticati: le vie di mezzo sono molto scomode. Tutte.

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categoria:cose di tutti i giorni, tra il serio e il faceto
giovedì, 22 ottobre 2009

Ieri è venuto a trovarmi studentesenzaetà.

Sa, profe - mi ha detto- la vedo proprio bene... come se il tempo non fosse passato (beh, sono passati solo due anni e mezzo...NDR)

E mi passa il braccio sulla spalla. Il suo sguardo cambia improvvisamente, il sorriso scompare mentre la mano tocca la giacca sulla spalla.

Profe! ha le spalline... - mi dice con lo sguardo deluso.

Bene, io quella giacca l'ho buttata, appena tornata a casa. Non si può deludere così gli ex studenti.

postato da: profemate alle ore 22/10/2009 18:09 | Permalink | commenti (3)|commenti (3)(popup)
categoria:
giovedì, 22 ottobre 2009

L'altro giorno mi è venuto a trovare studentecontantipiercing. E' entrato di corsa nella classe dove facevo la sostituzione e mi ha abbracciata. la classe è rimasta sconvolta. Forse dall'abbraccio, forse dai piercing, forse dalle meches bionde o dalla passata a fiori.

Io sono stata molto contenta di vederlo ma gli ho detto che se si fa il piercing al setto nasale non si azzardi più ad abbracciarmi e baciarmi. Ovvia.

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categoria:ex
giovedì, 22 ottobre 2009

La televisione urla che far del male a chi ti ha fatto del male ti farà star bene.

Fargliela pagare sembra la panacea universale.

I miei studenti sono sempre più intransigenti. E chiedono giustizia e vendetta. Fino al loro primo errore, sul quale soccombono.

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categoria:
venerdì, 16 ottobre 2009

Questo video (che ho trovato  nel blog dell'oste) racconta di una mamma che ha avuto cura con amore ed affetto di sua figlia completamente inferma ed incapace di rapportarsi con il mondo esterno per 37 anni. Mi vengono in mente la figlia ventiquattrenne di un giiornalista, la figlia di mia cugina, la mia collega: tutte curate amorevolmente dai familiari, pronti a cogliere il cenno di un sorriso, uno sguardo triste o allegro, per rintracciare il segno di un rapporto che bramerebbero ristabilire nella forma precedentemente vissuta e forse non goduta pienamente, ma che non rinuciano a vivere nella forma che è data loro in questo momento. Chi da vent'anni, chi da pochi giorni.

Io prego perché Dio li aiuti, li sostenga, dia loro conforto.

Ma esigo che la società non li abbandoni. Perché abbandonare loro significherebbe abbandonare la parte più vera di noi stessi.

E intanto ringrazio Dio perché il mio cuore batte. Come dice il babbo di Caterina: "...è la cosa meno scontata del mondo che in questo preciso istante il cuore dei tuoi bimbi, il mio cuore o il tuo, amico lettore, batta."

 

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categoria:amore, cose di un altro mondo
lunedì, 12 ottobre 2009

...ma guardatelo fino in fondo...

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categoria:i post non finiscono mai
sabato, 10 ottobre 2009
Guardate qui: questo documentario mi ha colpito: mi sembra vada oltre i discorsi ovvi e scontati e colga il cuore della faccenda. Mi hanno colpito anche alcune delle cose scritte nel blog. Se vi va, guardate il video: dura 25 minuti ma ne vale la pena ed è molto meglio di parole che potrei aggiungere io. Magari ne parliamo dopo.
postato da: profemate alle ore 10/10/2009 09:24 | Permalink | commenti (9)|commenti (9)(popup)
categoria:video o quasi, i post non finiscono mai